BASEBALL – BOSTON RED SOX LA LEGGENDA DEL “GREEN MONSTER”

Green Monster, il muro verde dello stadio di Boston

Green Monster, il muro verde dello stadio di Boston
Il Mostro Verde non è un personaggio cattivo delle favole, ma il Muro più famoso del baseball. Quando un’ostacolo diventa Mito: la storia del Green Monster del Fenway Park di Boston

Nato nel 1911, il Fenway Park di Boston è lo stadio di baseball, ancora in uso, più vecchio del mondo.

E’ la casa dei Boston Red Sox, e fin dalla sua inaugurazione , vide la comparsa del Green Monster, il mostro verde che, nella sua funzione originale, doveva impedire agli abitanti delle case circostanti di poter “assistere” gratuitamente alle partite semplicemente affacciandosi alla finestra.

Il Muro, inizialmente in legno, venne ricoperto da cartelloni pubblicitari in modo da trarre anche il massimo profitto per uno stadio che diventerà poi leggenda, avendo l’onore di vedere giocare assi del gioco del “batti e corri” come Babacar Ruth, Ted Williams,  Jimmie Foxx, Cy Young.

L’opera venne disegnata dall’architetto James McLaughlin ed il Muro fece da subito parte del progetto, aumentandonestamente cosi’ il fascino.

Alto 37 piedi e 2 pollici (11,329 metri), venne modificato per la prima volta nel 1934: l’inserimento del tabellone segnapunti rese necessario il passaggio dal legno al cemento e stagno.

Nel 1936 invece, venne posta una rete dietro il Muro, a protezione dei palazzi posizionati nelle vicinanze, rimasta fino agli inizi del 2000.

Ma è nel 1947 che il Muro inizia la sua storia cromatica: viene infatti ridipinto interamente di Verde, in modo da renderlo omogeneo con il resto dello stadio.

The Green Monster: ostacolo per i battitori

Tanti si saranno chiesti: ma perché il muro è diventata un’icona? Per chi non conosce il gioco del baseball, i battitori, per riuscire a compiere un fuoricampo (spedire la pallina oltre la recinzione) hanno una difficoltà in più dovendo valicare un ostacolo, la cui altezza è decisamente superiore ai circa tre metri (in genere) con cui vengono cintati i limiti esterni del campo. Ed essendo i destrorsi la stragrande maggioranza, ecco che i recordmen di fuoricampo difficilmente giocano con la casacca dei Red Sox.

Le ultime modifiche al Green Monster

Entrato nella storia del baseball con la sua semplicità, il Muro Verde ha visto, a partire dagli Anni Duemila, una serie di operazioni commerciali. Innanzitutto venne dipinto il logo del club nel 2001, poi lo stesso venne reso “abitabile”, con il posizionamento di 274 seggiolini per gli spettatori, definiti “Monster seats”, e l’installazione di diversi cartelloni pubblicitari ad hoc, ritornando in un certo senso alle origini.

Biglietti per il Green Monster

green monster seats

Il club ha creato una pagina apposita per i biglietti del Green Monster: i prezzi sono variabili giornalmente, in base alla legge della domanda e dell’offerta, a seconda dell’avversario, alla data, alle condizioni atmosferiche (se piove non si gioca). Per chi voglia farci un pensiero, i prezzi non sono propriamente a buon mercato: si aggirano fra i 300-500 dollari per un posto singolo!

Il tabellone segnapunti

In un’epoca altamente elettronica, il tabellone segnapunti vien tuttora modificato manualmente: un’equipe di tre persone si occupa, durante gli incontri, di aggiornare, oltre che il punteggio della partita, anche degli altri incontri che si stanno disputando in contemporanea nelle due conferences ma con una differenza.

Le partite dell’American League (quella dei Red Sox) vengono aggiornate dal retro mentre i matches della National possono essere modificati solo fra un inning e l’altro, dovendo gli addetti entrare in campo per intervenire. Ma non pensiate che si tratti di un lavoro semplice: ogni pannello è un quadrato di 40 cm ed il suo peso è pari a 3 libbre, circa 1,3 kg!

The Lone Red Seat 

Il Lone Seat dipinto di rosso.

The Lone Red Seat è il nome attribuito al posto 21, fila 37, settore 42 in cui è atterrato il più lungo  fuoricampo mai realizzato nello stadio. Il fuoricampo battuto da Ted Williams il 9 giugno 1946 raggiunse i 153 m, ben oltre la tribuna “Williamsburg”. Secondo alcuni opinionisti di ESPN, la palla se non fosse stata ostacolata sarebbe potuta arrivare anche a 158–163 m.

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