Queste le prime parole del nuovo direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici
” Ringrazio il presidente Rocco Commisso e la famiglia che unitamente al direttore Ferrari mi ha chiamato, ringrazio il Tottenham che mi ha fatto trascorrere cinque anni meravigkiosi a Londra.
Ho scelto e deciso di venire alla Fiorentina a metà dicembre, il dottor Ferrari è venuto a Londra, la Fiorentina aveva 6 punti, ma la Fiorentina ha una proprietà serissima, strutture top, una città che è un brand a livello mondiale, è una grande sfida, ma sono sicuro che la Fiorentina merita alti livelli, per adesso, però dobbiamo mettere la testa nel carrarmato per combattere da oggi al 24 maggio.
Ogni club ha il suo dna e va rispettato come quello della città, sono legato anche alla Sampdoria, ogni società in cui ho lavorato sono molto affezionato, penso calcio 20 ore al giorno.
Il mio contratto prescinde dalla categoria, ho un contratto di quattro anni, la retrocessione è lontana dalla mia mentalità.
Sono io che dovevo convincere Commisso, non viceversa.
Ad oggi dobbiamo essere realisti, siamo in una situazione dalla quale non usciremo in un mese.
Il mondo del calcio è quello che si muove più velocemente insieme a quello della modo, le realtà del calcio cambiano, una volta c’era l’Udinese, adesso è la volta del Bologna, dell’Atalanta, noi dobbiamo avere il nostro modello.
Non posso parlare del mercato, non ero qui, ognuno dei dirigenti che operano danno il meglio, poi la riuscita determina se si è fatta bene o meno, nessuno contestualizza la scelta, il resto lo fa a posteriori.
Ho lavorato in contesti diversi riportandomi sia ai massimi livelli, sia al Ceo o simili, io mi controfaccio con il dottor Ferrari, nessun dubbio su questo, il Presidente ha anche altre cose da fare, siamo qui per lui.
A Firenze abbiamo tutto per fare il top, abbiamo il massimo, le cinque stelle a tutti i livelli.
La nostra classifica ci dice che non dobbiamo avere paura, ma essere realisti.
Conosco Roberto Goretti, ha tutta la mia stima, con buone esperienze, è una persona schietta e leale, lo voglio aiutare per la sua carriera, alla Juventus abbiamo formato varie persone, Goretti sarà il mio braccio destro, anche altre figure di alto livello, come Giani sono di assoluto valore, lavoro insieme a lui da 15 anni, Rugani, giocatore sottovalutato.
Il mio modo di lavorare è avere autonomia operativa, io non porto con me dieci persone, al Tottenham ho portato Lorenzo Giani, a Firenze ho portato Lorenzo Giani.
Quando le stagioni vanno in un certo modo ci sono vari fattori che si sommano, conosco Kean molto bene, è sicuramente l’attaccante più forte che c’è, vale 20 gol, lui deve fare Kean, noi lo dobbiamo aiutare, quello che creiamo noi come dirigenti, i tifosi, i media.
Ogni partita la vogliamo vincere, ogni partita la Fiorentina la giocherà per vincere, ci vorrà testa, programmazione, cercheremo di dare il meglio e vincere.
Sarei arrogante a chiedere carta bianca, c’è un gruppo che lavora da anni e ha avuto anche risultati, in nessun caso andrò a lavorare dicendo che qui si fa come dico io.
L’esperienza all’estero e le mie vicissitudini mi hanno fortificato, mi hanno ancor di più reso esperto sulle situazioni e mi hanno reso una persona migliore.
Credo che Fagioli sia un patrimonio del calcio italiano, ha qualità che pochi hanno, deve avere la voglia di fare una cosa al 100%, deve mettere più cattiveria, è ancora molto giovane, la Fiorentina è un club importante, per lui è una partenza, non una ripartenza, ho senso di responsabilità per chi mi da’fiducia, sono molto severo verso me stesso”.